<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Lorenzo Lazzeri &#187; Opinioni</title> <atom:link href="http://www.lorenzolazzeri.it/category/opinioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.lorenzolazzeri.it</link> <description>Il blog di spider</description> <lastBuildDate>Tue, 06 Dec 2011 16:08:27 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <atom:link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com"/><atom:link rel="hub" href="http://superfeedr.com/hubbub"/> <item><title>Riciclare le capsule Nespresso si può</title><link>http://www.lorenzolazzeri.it/2011/09/20/riciclare-le-capsule-nespresso-si-puo/</link> <comments>http://www.lorenzolazzeri.it/2011/09/20/riciclare-le-capsule-nespresso-si-puo/#comments</comments> <pubDate>Tue, 20 Sep 2011 13:51:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo Lazzeri</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mi piace]]></category> <category><![CDATA[alluminio]]></category> <category><![CDATA[caffè]]></category> <category><![CDATA[cialde]]></category> <category><![CDATA[milano]]></category> <category><![CDATA[nespresso]]></category> <category><![CDATA[riciclo]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lorenzolazzeri.it/?p=352</guid> <description><![CDATA[Ieri ho scritto al servizio clienti di Nespresso per chiedere novità in merito allo smaltimento delle capsule usate: sono fatte di alluminio ed è un peccato buttarle tra i rifiuti indifferenziati. Alcune soluzioni più o meno efficaci esistevano: qualcuno suggeriva di aprire le capsule, svuotarle del caffè che può andare con l&#8217;umido e gettare l&#8217;alluminio [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div class='wp_fbs_top'></div><!-- google_ad_section_start --><p>Ieri ho scritto al servizio clienti di Nespresso per chiedere novità in merito allo smaltimento delle capsule usate: sono fatte di alluminio ed è un peccato buttarle tra i rifiuti indifferenziati.<br /> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tvfnbymcWNI"> Alcune soluzioni</a> più o meno efficaci esistevano: qualcuno suggeriva di aprire le capsule, svuotarle del caffè che può andare con l&#8217;umido e gettare l&#8217;alluminio nell&#8217;apposito contenitore (a Milano città è insieme alla plastica).<br /> Il servizio clienti Nespresso mi ha risposto questa mattina che è già possibile portare le cialde usate nelle <a title="Boutique Nespresso" href="http://www.nespresso.com/#/it/it/club_nespresso/boutique">Boutique Nespresso</a>, oppure presso alcune isole ecologiche delle varie città.<br /> A Milano sono attive nel recupero delle capsule le seguenti isole:</p><ul><li>via Olgettina 35</li><li>via Barzaghi 14</li><li>via Corelli 37/2</li><li>piazzale delle Milizie 1/1</li><li>via Pedroni 40/1</li><li>via Riccardo Lombardi 13</li></ul><p>Aperte nei seguenti orari:<br /> Lunedí al Sabato dalle 8.00 alle 19.00<br /> Domenica dalle 8.00 alle 15.00</p><p>Chi vive in una città con le Boutique può quindi portare con sé le capsule usate quando va a prendere quelle nuove.Nelle altre invece è meglio informarsi presso la locale azienda di nettezza urbana.</p> <!-- google_ad_section_end --> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lorenzolazzeri.it/2011/09/20/riciclare-le-capsule-nespresso-si-puo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Idee rubate all&#8217;agricoltura</title><link>http://www.lorenzolazzeri.it/2011/07/18/idee-rubate-allagricoltura/</link> <comments>http://www.lorenzolazzeri.it/2011/07/18/idee-rubate-allagricoltura/#comments</comments> <pubDate>Mon, 18 Jul 2011 14:09:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo Lazzeri</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Opinioni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lorenzolazzeri.it/?p=333</guid> <description><![CDATA[- Ho un’idea per fare successo! - Bravo. - Mi devi aiutare: io ci metto l’idea, tu la realizzi. Facciamo a metà. - Come no. Di recente mi è capitato di leggere lamentele circa la mancanza di voglia di scommettere che c’è in questo Paese, che all’estero non funziona mica così, eh no. Lamentele vergate [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div class='wp_fbs_top'></div><!-- google_ad_section_start --><p><em>- Ho un’idea per fare successo!</em></p><p><em>- Bravo.</em></p><p><em>- Mi devi aiutare: io ci metto l’idea, tu la realizzi. Facciamo a metà.</em></p><p><em>- Come no.</em></p><p>Di recente mi è capitato di leggere lamentele circa la mancanza di voglia di scommettere che c’è in questo Paese, che all’estero non funziona mica così, eh no.</p><p>Lamentele vergate da qualcuno che aveva avuto un’idea per la realizzazione della quale cercava persone e denaro da dedicarvi.</p><p>Che però, piccolo particolare, ometteva di dire che cosa sarebbe servito  (oltre alla “passone”), in termini di che genere di impegno, quanti soldi, e soprattutto in quanto tempo si sarebbe rientrati dell’investimento e dopo quanto tempo l’<em>idea</em> avrebbe cominciato a camminare sulle sue gambe, possibilmente generando un qualche profitto.</p><p>In parole provere un business plan.</p><p>Per carità! Appena lo nomini vieni subito etichettato come prosaico materialista interessato solo al guadagno facile (!?) senza l’impegno e la passione.</p><p>Perché in questo mondo alla rovescia di novelli Zuckerberg incompresi il  guadagno facile non è mica “io ci metto l’idea e tu il lavoro (o i soldi)”. E’ chiedere un business plan.</p><p>Messa così, si può pretendere di raccogliere adesioni da parte di professionisti seri? Quelli che ti fanno proprio quelle domande?</p><p><em>- Eh ma Google? (e Facebook, e Yahoo, e …)</em></p><p>E&#8217; questa l’obiezione preferita: tirare fuori una delle aziende di successo e dire che anche loro all’inizio non sapevano cosa fare, intanto sono partiti e poi si vedrà.</p><p>Il che è quantomeno impreciso (per non dire falso): Google ha ricevuto il primo finanziamento un bel po’ dopo che Brin a Page avevano messo su il loro motore di ricerca e avevano fondato la propria azienda. Stesso discorso per Facebook e tutti gli altri.</p><p>Nessuno di loro si è presentato in un forum o da qualche fondo d’investimento dicendo “ho questa idea di Google, datemi i soldi”. Si erano sbattuti e avevano qualcosa <strong>di concreto </strong>da far vedere.</p><p>Invece oggi è tutto un fiorire di idee su come aver successo con il tal sito di informazione o, l’ultima moda, la tal applicazione per iPhone e iPad.</p><p>Idee fantastiche a bizzeffe. Prototipi: zero.</p><p><em>- Eh ma io non so mica programmare in Objective-C.</em></p><p><em>- Allora ci metti i soldi?</em></p><p><em>- Ma no, ti ho detto che ci metto l’idea.</em></p><p>Vai, ragazzo, vai. Se metà dell’impegno che metti a difendere la tua idea e indignarti per questa altrui mancanza di voglia di rischiare lo dedicassi a imparare il PHP o l’Objective-C a quest’ora la tua idea sarebbe già un prototipo.</p><p>E farebbe schifo pure a te.</p> <!-- google_ad_section_end --> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lorenzolazzeri.it/2011/07/18/idee-rubate-allagricoltura/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>C&#8217;è un giudice a Oslo (Wired Italia non ha vinto il Nobel per la Pace)</title><link>http://www.lorenzolazzeri.it/2010/10/11/ce-un-giudice-a-oslo-wired-italia-non-ha-vinto-il-nobel-per-la-pace/</link> <comments>http://www.lorenzolazzeri.it/2010/10/11/ce-un-giudice-a-oslo-wired-italia-non-ha-vinto-il-nobel-per-la-pace/#comments</comments> <pubDate>Mon, 11 Oct 2010 12:46:50 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo Lazzeri</dc:creator> <category><![CDATA[Non mi piace]]></category> <category><![CDATA[Opinioni]]></category> <category><![CDATA[bookmark]]></category> <category><![CDATA[cronologia]]></category> <category><![CDATA[foxmarks]]></category> <category><![CDATA[preferiti]]></category> <category><![CDATA[sincronizzazione]]></category> <category><![CDATA[xmarks]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lorenzolazzeri.it/?p=273</guid> <description><![CDATA[Sarà anche come scritto in questo post di Ninja Marketing o in quest’altro di MaxKava, o anche in queste tre discussioni su Friendfeed, cioè che a Wired Italia bisogna fare i complimenti per la campagna di candidatura al Nobel per la Pace, Internet for Peace, se non per il risultato almeno per la campagna stessa.A me invece tutta la questione ha infastidito parecchio. Sono uno di quelli che ritiene che alcune cose dovrebbero essere prese seriamente. In questo caso è l’intelligenza dei lettori a non essere stata presa seriamente.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div class='wp_fbs_top'></div><!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://cdn1.lorenzolazzeri.it/wp-content/uploads/2010/10/I4P-copy.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-275" title="I4P copy" src="http://cdn1.lorenzolazzeri.it/wp-content/uploads/2010/10/I4P-copy-300x195.png" alt="" width="300" height="195" /></a>Sarà anche come scritto in questo post di <a title="La verità su Wired e la campagna Internet for Peace" href="http://www.ninjamarketing.it/2010/10/08/scoop-la-verita-su-wired-e-la-campagna-internet-for-peace/" target="_blank">Ninja Marketing</a> o in quest’altro di <a title="Nobel per la Pace: le persone sconfiggono il marketing" href="http://www.maxkava.com/2010/10/nobel-per-la-pace-le-persone-sconfiggono-il-marketing/" target="_blank">MaxKava</a>, o anche in <a href="http://friendfeed.com/maxkava/42f1c9e1/wired-perde-il-nobel-per-la-pace-ma-vince-quello" target="_blank">queste</a> <a href="http://friendfeed.com/mafe/047a60c3/in-cui-si-scopre-che-mezzo-mondo-oggi-la" target="_blank">tre</a><a href="http://friendfeed.com/mafe/f70cb3d5/in-cui-si-scopre-che-se-le-viene-un-idea-e-cattiva" target="_blank"> discussioni</a> su Friendfeed, cioè che a Wired Italia bisogna fare i complimenti per la campagna di candidatura al Nobel per la Pace, <a title="Internet for Peace" href="http://www.internetforpeace.org/manifesto.cfm" target="_blank">Internet for Peace</a>, se non per il risultato almeno per la campagna stessa.</p><p>A me invece tutta la questione ha infastidito parecchio. Sono uno di quelli che ritiene che alcune cose dovrebbero essere prese seriamente. In questo caso è l’intelligenza dei lettori a non essere stata presa seriamente.</p><p>Fin dall’inizio l’idea è sembrata pretestuosa: ok, in Iran la <a title="Wikipedia - 2009-2010 Iran election protests" href="http://en.wikipedia.org/wiki/2009–2010_Iranian_election_protests" target="_blank">rivolta dei sostenitori di Mousavi</a> era organizzata anche tramite Twitter e le informazioni trapelavano nonostante la censura. Ma tanto basta per fare di Internet un candidato al Nobel per la Pace? Internet è un mezzo e può essere usato per lo scambio di foto pedopornografiche così come per mantenere in piedi una rete di dissidenza in un paese sotto dittatura. Allo stesso modo di qualsiasi altro mezzo, dalla posta al telefono passando per i piccioni viaggiatori. Sarebbe però coperto dal ridicolo chi proponesse i piccioni viaggiatori al Nobel per la Pace, e giustamente.</p><p>[ad#ad-articolo-1]</p><p>Senza entrare nel merito delle regole del Nobel stesso, e al di là della proposta in sé, c’è anche una questione di scoprire l’acqua calda: il direttore di Wired <a title="Wikipedia - Riccardo Luna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Luna" target="_blank">Riccardo Luna</a> forse faceva un altro mestiere quando nel 1999 la <a title="Wikipedia - Radio B92" href="http://en.wikipedia.org/wiki/B92" target="_blank">radio serba B92</a> fu chiusa dal regime di Milosevic e si trasferì su Internet per continuare le sue trasmissioni contro un regime, anche quello, autoritario.</p><p>Che va anche bene, non siamo mica qui a fare a chi c’era prima: solo che  se ti accorgi con dieci anni di ritardo queste potenzialità di Internet, forse prima di farsi folgorare e sentirsi novello profeta, poteva valere la pena chiedere in giro.</p><p>A meno che tu non lo stessi facendo per un altro scopo e la pace fosse un pretesto. C’è chi crede che questo scopo siano le vendite della rivista o la diffusione del brand, come nei già menzionati articoli e discussioni, e ci può anche stare. A me è sembrata un’altra cosa.</p><p>In tutta onestà mi ha dato l’impressione che l’intera campagna fosse orientata più che altro ad accreditare il direttore della rivista come mâitre-à-penser in un ambiente dove almeno all’inizio è stato considerato poco più di un parvenu (scoprire Internet nel 2009…).</p><p>Con scarsi risultati, a mio parere: c’è chi non ha mai sopportato l’iniziativa, come me, chi la giudica con il cinismo dell’esperto di marketing, chi non non se n’è manco accorto, e sono la maggioranza.</p><p>Di certo un effetto su di me l’anno avuto: a inizio campagna ho deciso che non avrei rinnovato l’abbonamento.</p><p>A onor del vero non solo per questo: anche articoli come <a title="Wired IT: Grom: la formula del gelato più buono del mondo" href="http://mag.wired.it/rivista/storie/grom-la-formula-del-gelato-piu-buono-del-mondo.html" target="_blank">quello sulla gelateria Grom</a>, nel quale veniva spacciata per innovazione quello che la Coca-Cola fa da un secolo (inviare gli ingredienti che devono essere solo mescolati), hanno avuto la loro influenza.</p><p><strong>Update (11/11/2010@17:42):</strong> <a title="Wired IT: Internet for Peace non è stata una campagna di marketing" href="http://mag.wired.it/blog/wewired/internet-for-peace-non-e-stata-una-campagna-di-marketing.html" target="_blank">Riccardo Luna risponde</a> alle diverse obiezioni sollevate. Dice che Internet for Peace non era una campagna di marketing, non aveva lo scopo di &#8220;accreditare l&#8217;immagine di Luna quale <em>Internet-man</em>&#8221; (sic), non serviva né è servita a vendere più copie della rivista, tutt&#8217;altro: l&#8217;editore era contrario, peccato non sia stato ascoltato.  E quindi? Perché è stata intrapresa? Il <em>crederci</em> mi pare un po&#8217; poco. Ora si trova in mezzo al fuoco di chi lo ha sempre criticato e, dato il risultato, anche di qualcun altro in più. C&#8217;è da dire che avrebbe potuto discuterne con quella rete che dice di amare, ascoltare le obiezioni prima di lanciarsi a capofitto. Per rispondere alla sfida finale del suo post, non lo so chi aveva ragione, ma credo che il tempo dirà che Luna ha avuto torto.</p> <!-- google_ad_section_end --> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lorenzolazzeri.it/2010/10/11/ce-un-giudice-a-oslo-wired-italia-non-ha-vinto-il-nobel-per-la-pace/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>8 batterie a bottone da una Energizer da 12 Volt</title><link>http://www.lorenzolazzeri.it/2010/09/23/8-batterie-a-bottone-da-una-energizer-da-12-volt/</link> <comments>http://www.lorenzolazzeri.it/2010/09/23/8-batterie-a-bottone-da-una-energizer-da-12-volt/#comments</comments> <pubDate>Wed, 22 Sep 2010 22:42:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo Lazzeri</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Mi piace]]></category> <category><![CDATA[Opinioni]]></category> <category><![CDATA[a23]]></category> <category><![CDATA[batterie]]></category> <category><![CDATA[button cells]]></category> <category><![CDATA[energizer]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lorenzolazzeri.it/?p=229</guid> <description><![CDATA[Fino a qualche giorno fa non sapevo neanche che esistessero delle batterie da 12 Volt leggermente più piccole delle solite stilo. L'ho scoperto guardando un video, intitolato "12 Volt Battery Hack!", nel quale viene mostrato come al loro si trovino in realtà otto batterie a cosiddette a bottone da 1,5 Volt (moltiplicato 8 fa 12 Volt). ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div class='wp_fbs_top'></div><!-- google_ad_section_start --><p>Fino a qualche giorno fa non sapevo neanche che esistessero delle batterie da 12 Volt leggermente più piccole delle solite stilo. L&#8217;ho scoperto guardando questo video, intitolato &#8220;12 Volt Battery Hack!&#8221;, nel quale viene mostrato come al loro interno si trovino in realtà otto batterie cosiddette a bottone da 1,5 Volt (moltiplicato 8 fa 12 Volt).</p><p style="text-align: center;"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/QxS38_u7Mnw" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/QxS38_u7Mnw" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object></p><p style="text-align: center;">[ad#ad-articolo-1]</p><p>L&#8217;ultima volta che sono stato al supermercato mi è capitato sott&#8217;occhio l&#8217;espositore delle pile e mi è tornato in mente il video. La batteria necessaria è di marca Energizer e il tipo è l&#8217;A23. Dato il costo esiguo (meno di due euro), ho deciso di comprarla per verificare.</p><p>Ebbene, è vero. L&#8217;ho aperta e al suo interno ho trovato le otto batterie a bottone.</p><p><a href="http://cdn1.lorenzolazzeri.it/wp-content/uploads/2010/09/Energizer-A23.jpg"></a><a href="http://cdn1.lorenzolazzeri.it/wp-content/uploads/2010/09/Energizer-A23.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-230" title="Energizer-A23" src="http://cdn1.lorenzolazzeri.it/wp-content/uploads/2010/09/Energizer-A23-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Preso dall&#8217;entusiasmo ho iniziato ad aprire tutti gli apparecchi che ho in casa che fanno uso di pile di quella forma: una lampada a forma di Bacio Perugina, una penna con puntatore laser, la calcolatrice scientifica Casio. Nessuno di questi apparecchi usa lo stesso formato di batteria e nessuno di questi formati corrisponde a quello che c&#8217;è dentro l&#8217;Energizer che ho sventrato.</p><p>Solo nella calcolatrice sono riuscito a infilarcene una, anche se diversa dall&#8217;originale. Ma ce l&#8217;ho da quando andavo alle superiori: in quindici anni se ho cambiato le pile è successo una volta&#8230;</p><p>Perciò adesso mi ritrovo con sette batterie <em>button cells</em> e zero apparecchi in cui usarle. Però le ho pagate meno di due euro.</p> <!-- google_ad_section_end --> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lorenzolazzeri.it/2010/09/23/8-batterie-a-bottone-da-una-energizer-da-12-volt/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;iPhone radioattivo&#8230; Sarà vero?</title><link>http://www.lorenzolazzeri.it/2009/09/17/liphone-radioattivo-sara-vero/</link> <comments>http://www.lorenzolazzeri.it/2009/09/17/liphone-radioattivo-sara-vero/#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 Sep 2009 15:59:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo Lazzeri</dc:creator> <category><![CDATA[iPhone]]></category> <category><![CDATA[Non mi piace]]></category> <category><![CDATA[iphone 3gs]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lorenzolazzeri.it/?p=112</guid> <description><![CDATA[Cosa capisce un lettore che vede l'immagine e nell'articolo legge di "emissione di radiazioni"? Secondo me che iPhone, così come tutti gli altri cellulari presi in esame, emettano radiazioni come un bidone di scorie nucleari o come una macchina per le radiografie.Naturalmente non è così. ]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div class='wp_fbs_top'></div><!-- google_ad_section_start --><p>E&#8217; uscita nei giorni scorsi <a title="Environmental working group" href="http://www.ewg.org/cellphoneradiation/Get-a-Safer-Phone?phone_function=PDA" target="_blank">una ricerca</a> per la misurazione del livello di emissioni elettromagnetiche di alcuni telefoni cellulari.</p><p>Uno di questi è l&#8217;Apple iPhone e, come tutte le cose che riguardano la casa della mela, è stata ampiamente ripresa dai numerosi blog italiani che trattano di queste cose.</p><p>Peccato che praticamente tutti abbiano tradotto la parola <em>radiation</em> direttamente in <em>radiazioni</em>, senza specificare il necessario aggettivo <em>elettromagnetiche</em>.</p><p><img class="alignleft size-full wp-image-114" title="Pericolo radiazioni" src="http://cdn1.lorenzolazzeri.it/wp-content/uploads/2009/09/p2.gif" alt="Pericolo radiazioni" width="150" height="130" /></p><p>Nella nostra lingua per <em>radiazioni</em> si intendono quelle che in fisica sono chiamate <em><a title="Radiazioni ionizzanti - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radiazioni_ionizzanti" target="_blank">radiazioni ionizzanti</a></em>, quelle cioè in grado di ionizzare, appunto, gli atomi con cui vengono in contatto. Sono i raggi gamma, i raggi beta, i raggi X, quelle emesse, cioè, damateriale cosiddetto radioattivo. Sono segnalate con un apposito simbolo.</p><p>Tale simbolo è stato purtroppo usato per illustrare gli articoli che <a title="Radiazioni medie per l'iPhone 3GS - melablog" href="http://www.melablog.it/post/9727/radiazioni-medie-per-iphone-3gs" target="_blank">Melablog</a> e <a title="iPhone, radiazioni “sanza ‘nfamia e sanza lodo” - TheAppleLounge" href="http://www.theapplelounge.com/hardware/iphone/iphone-radiazioni-sanza-nfamia-e-sanza-lodo/" target="_blank">TheAppleLounge</a> hanno dedicato alla notizia.</p><p>Cosa capisce un lettore che vede l&#8217;immagine e nell&#8217;articolo legge di &#8220;emissione di radiazioni&#8221;? Secondo me che iPhone, così come tutti gli altri cellulari presi in esame, emettano radiazioni come un bidone di scorie nucleari o come una macchina per le radiografie.</p><p>Naturalmente non è così.</p><p><img class="size-full wp-image-115 alignright" title="Pericolo radiazioni non ionizzanti" src="http://cdn1.lorenzolazzeri.it/wp-content/uploads/2009/09/p14.gif" alt="Pericolo radiazioni non ionizzanti" width="150" height="130" /></p><p>Quello che tutti gli apparecchi radio emettono sono sì radiazioni, ma nello spettro di quelle non ionizzanti. Sarebbe bastato chiamarle <em><a title="Radiazione elettromagnetica - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_elettromagnetica" target="_blank">radiazioni elettromagnetiche</a></em> per non indurre in errore il lettore.</p><p>E con il simbolo? Ne esiste uno apposito. Lo trovate nei manuali dei vostri telefoni cellulari, del router wireless e persino del forno a microonde (ma anche nei pressi di impianti radio di una certa importanza). E&#8217; quello che vedete qui accanto.</p> <!-- google_ad_section_end --> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lorenzolazzeri.it/2009/09/17/liphone-radioattivo-sara-vero/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Quando le major non capivano di Internet&#8230;</title><link>http://www.lorenzolazzeri.it/2008/12/18/quando-le-major-non-capivano-di-internet/</link> <comments>http://www.lorenzolazzeri.it/2008/12/18/quando-le-major-non-capivano-di-internet/#comments</comments> <pubDate>Thu, 18 Dec 2008 16:44:19 +0000</pubDate> <dc:creator>Lorenzo Lazzeri</dc:creator> <category><![CDATA[Blog]]></category> <category><![CDATA[Non mi piace]]></category> <category><![CDATA[Opinioni]]></category> <category><![CDATA[lyrics.ch]]></category> <category><![CDATA[napster]]></category> <category><![CDATA[nmpa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.lorenzolazzeri.it/?p=80</guid> <description><![CDATA[Qualcuno si ricorda del sito Lyrics.ch?Anni fa era se non il primo senz'altro il più famoso database di testi delle canzoni. Iniziò nel 1997 e venne chiuso nel 1999, quando la National Music Publishers' Association di New York intentò una causa al suo creatore e lo costrinse a chiudere.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<div class='wp_fbs_top'></div><!-- google_ad_section_start --><p>Qualcuno si ricorda del sito Lyrics.ch?</p><p>Anni fa era se non il primo senz&#8217;altro il più famoso database di testi delle canzoni. Iniziò nel 1997 e venne chiuso nel 1999, quando la <a title="National Music Publishers' Assotiation" href="http://www.nmpa.org" target="_blank">National Music Publishers&#8217; Association</a> di New York intentò una causa al suo creatore e lo <a title="Lyrics.ch closed" href="http://www.mail-archive.com/postcard2@u.washington.edu/msg00185.html" target="_blank">costrinse a chiudere</a>.</p><p>Meno di dieci anni dopo tutti sanno che per trovare un testo di una canzone basta Google: il titolo seguito dalla parola <em>lyrics</em> è di solito più che sufficiente per avere decine di risultati.</p><p>Oggi il dominio Lyrics.ch rimanda a Songtext.net, un sito con un ricchissimo database di interpreti e canzoni, che rimanda ad altri siti (gli stessi che si troverebbero con Google&#8230;) per i testi e gli spartiti per chitarra.</p><p>Non so bene cosa sperassero di ottenere quando chiusero Lyrics.ch. Quello che di certo è successo dopo è lo stesso che è capitò con Napster: la moltiplicazione di servizi analoghi.</p> <!-- google_ad_section_end --> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.lorenzolazzeri.it/2008/12/18/quando-le-major-non-capivano-di-internet/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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