- Ho un’idea per fare successo!
- Bravo.
- Mi devi aiutare: io ci metto l’idea, tu la realizzi. Facciamo a metà.
- Come no.
Di recente mi è capitato di leggere lamentele circa la mancanza di voglia di scommettere che c’è in questo Paese, che all’estero non funziona mica così, eh no.
Lamentele vergate da qualcuno che aveva avuto un’idea per la realizzazione della quale cercava persone e denaro da dedicarvi.
Che però, piccolo particolare, ometteva di dire che cosa sarebbe servito (oltre alla “passone”), in termini di che genere di impegno, quanti soldi, e soprattutto in quanto tempo si sarebbe rientrati dell’investimento e dopo quanto tempo l’idea avrebbe cominciato a camminare sulle sue gambe, possibilmente generando un qualche profitto.
In parole provere un business plan.
Per carità! Appena lo nomini vieni subito etichettato come prosaico materialista interessato solo al guadagno facile (!?) senza l’impegno e la passione.
Perché in questo mondo alla rovescia di novelli Zuckerberg incompresi il guadagno facile non è mica “io ci metto l’idea e tu il lavoro (o i soldi)”. E’ chiedere un business plan.
Messa così, si può pretendere di raccogliere adesioni da parte di professionisti seri? Quelli che ti fanno proprio quelle domande?
- Eh ma Google? (e Facebook, e Yahoo, e …)
E’ questa l’obiezione preferita: tirare fuori una delle aziende di successo e dire che anche loro all’inizio non sapevano cosa fare, intanto sono partiti e poi si vedrà.
Il che è quantomeno impreciso (per non dire falso): Google ha ricevuto il primo finanziamento un bel po’ dopo che Brin a Page avevano messo su il loro motore di ricerca e avevano fondato la propria azienda. Stesso discorso per Facebook e tutti gli altri.
Nessuno di loro si è presentato in un forum o da qualche fondo d’investimento dicendo “ho questa idea di Google, datemi i soldi”. Si erano sbattuti e avevano qualcosa di concreto da far vedere.
Invece oggi è tutto un fiorire di idee su come aver successo con il tal sito di informazione o, l’ultima moda, la tal applicazione per iPhone e iPad.
Idee fantastiche a bizzeffe. Prototipi: zero.
- Eh ma io non so mica programmare in Objective-C.
- Allora ci metti i soldi?
- Ma no, ti ho detto che ci metto l’idea.
Vai, ragazzo, vai. Se metà dell’impegno che metti a difendere la tua idea e indignarti per questa altrui mancanza di voglia di rischiare lo dedicassi a imparare il PHP o l’Objective-C a quest’ora la tua idea sarebbe già un prototipo.
E farebbe schifo pure a te.







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